La città del fiume.

La vestale Rea Silvia sedotta dal Dio Marte diede alla luce due gemelli: Romolo e Remo. Suo zio Amulio quando seppe del parto la fece arrestare e ordinò a una serva di uccidere i gemelli; quest'ultima ne ebbe pietà e li affidò alle acque del Tevere dopo averli messi in una cesta. Trascinati dalla corrente fino alle falde del Palatino i gemelli furono trovati da una lupa che li allattò. In seguito furono raccolti dal pastore Faustolo che decise di farli allevare da sua moglie Acca Larenzia. Divenuti adulti, i due gemelli decisero di fondare una città. Fu così, tra mito e leggenda che nacque Roma. Costituendo la via di comunicazione e la risorsa più importante della città, la vita dell'antica Roma dipendeva dal Tevere al quale i romani attribuirono un carattere di sacralità tanto che i costruttori dei ponti, i Pontifices, possedevano funzioni sacerdotali.

Vivendo a Roma, l'idea di raccogliere una serie di immagini dedicate al suo storico fiume ed ai suoi ponti è venuta praticamente naturale. Il progetto è nato dunque otto mesi fa (2010-2011) e attraverso le tre stagioni che si sono succedute, in un percorso che segue il corso del Tevere da Nord verso Sud ho potuto documentare i diversi stili architettonici che caratterizzano i ponti, nell'obiettivo di cogliere una prospettiva insolita di Roma che è nata e che vive in simbiosi con il suo fiume.